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Salty Dsp is best Dsp Not really. Dsp being trolled are his best moments.

Kind of funny, because I am taking up for Phil, and all I see is hate on here. You also are not fair. I am aerowings on twitter. I saw the garbage you are putting out on Twitter. Stop looking into thi

So you have no counter-argument. I just explained in detail which scenario resembles more a "conspiracy theory", as per the dictionary definition, and based on all available & public informat

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there's absolutely no justice at all, everyone makes wild conspiracies like he is to blame, and that he is GUILTY until proven INNOCENT, it burns my ass seriously, people just cant leave him alone,ive been watching and ive noticed there's people that say they are fans but are actually rotten snakes instead. that makes sense, THAT MAKES SENSE

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INTRODUZIONE

Scritto nel 44 a.C., a poca distanza dal Cato maior, e come quest'ultimo dedicato ad Attico, il breve dialogo Laelius de amicitia segna il ritorno di Cicerone all’agone politico, all’indomani dell’assassinio di Cesare. Il dialogo è ambientato da Cicerone nell'anno 129, lo stesso del De re publica. Anche qui, come nell'importante dialogo sullo Stato, gli interlocutori appartengono al cosiddetto "circolo degli Scipioni": a pochi giorni dalla misteriosa morte di Scipione Emiliano durante le agitazioni graccane, Lelio rievoca davanti a Caio Fanno e Mucio Scevola la figura dell'amico scomparso, e disserta sul valore, sulla natura e sulle finalità dell'amicizia in se stessa. Il clima è dunque quello di una composta tristezza, sullo sfondo di una situazione politica estremamente tesa, quale era quella a Roma nell'anno di stesura del dialogo, con Cesare da poco assassinato e Cicerone che cercava il rilancio sulla scena politica. Che il Laelius sia un'opera dai significati anche apertamente politici, è un dato spesso sottolineato dalla critica recente. Il dialogo nasce sicuramente dalla volontà di superare l'antica e tradizionale concezione romana dell'amicizia come serie di legami personali a scopo di favoritismo politico, in una logica che oggi definiremmo "clientelare". Cicerone, sulla scorta della riflessione sulla filosofia compiuta negli anni di ozio forzato dall'attività pubblica nella sua villa di Tuscolo, cerca invece di definire e stabilire i fondamenti etici del sentimento che lega gli uomini. Preliminare a questo è un allargamento della base sociale cui riferire il concetto di amicizia: non più solo gli aristocratici, la nobilitas, ma chiunque possa rientrare nella fondamentale categoria ciceroniana dei boni. Quella del bonus è, come dice G. B. Conte, "una categoria che attraversa verticalmente gli strati sociali esistenti, senza identificarsi con alcuno di essi in particolare". Boni sono dunque gli uomini virtuosi, ai quali Cicerone già dai tempi dell'orazione Pro Sestio, lancia un forte invito ad occuparsi della cosa pubblica, ad entrare nell'agone politico. "Concedetur profecto verum esse, ut bonos boni diligant", ha detto Cicerone poco sopra nel Laelius. E' a questi virtuosi dunque che indica la via dell'amicizia perfetta, quella che mescola virtus e probitas, fides e constantia. In primo piano c'è la fides: parola molto importante per Cicerone e per tutto il mondo romano. Fides è prima di tutto la fiducia che si ripone concretamente nell'altro: "habere fidem magnam alicui". Poi diventa fiducia in senso lato, quindi fedeltà al patto, onestà, dirittura morale, coscienza stessa dell'individuo. Virtù fondamentale e costitutiva dello Stato, secondo Cicerone: "Nec enim ulla res vehementius rem publicam continet quam fides", afferma nel De Officiis. Accanto alla fides c'è la constantia, che è fermezza nel perseguire la virtù. Seguono altri requisiti minori, fra i quali spicca la suavitas, piacevolezza, soavità nel parlare e nel comportamento, che Cicerone definisce un non secondario "condimento" al rapporto. L' amicizia propugnata da Lelio non é solo un'amicizia politica, ma un disperato bisogno di rapporti sinceri, quali Cicerone, preso nel vortice delle convenienze imposte dalla vita pubblica, potè forse trovare solo in Attico. E poi c'è un fascino che non ha nessun altro scritto di Cicerone: è difficile leggere il Laelius una sola volta; ci si ritorna spesso come per vedere un amico, e lo si legge attentamente per gustarlo meglio. Si tratta, in definitiva, dell'opera di un amico che scrive ad un amico carissimo dopo una vita di intimità. E l'autore si trova ad essere nello stesso tempo il più grande prosatore di Roma e uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi. Giammai tante circostanze favorevoli si sono trovate riunite per la composizione di un'opera sull'amicizia.

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12 minutes ago, MoraMoria said:

INTRODUZIONE

Scritto nel 44 a.C., a poca distanza dal Cato maior, e come quest'ultimo dedicato ad Attico, il breve dialogo Laelius de amicitia segna il ritorno di Cicerone all’agone politico, all’indomani dell’assassinio di Cesare. Il dialogo è ambientato da Cicerone nell'anno 129, lo stesso del De re publica. Anche qui, come nell'importante dialogo sullo Stato, gli interlocutori appartengono al cosiddetto "circolo degli Scipioni": a pochi giorni dalla misteriosa morte di Scipione Emiliano durante le agitazioni graccane, Lelio rievoca davanti a Caio Fanno e Mucio Scevola la figura dell'amico scomparso, e disserta sul valore, sulla natura e sulle finalità dell'amicizia in se stessa. Il clima è dunque quello di una composta tristezza, sullo sfondo di una situazione politica estremamente tesa, quale era quella a Roma nell'anno di stesura del dialogo, con Cesare da poco assassinato e Cicerone che cercava il rilancio sulla scena politica. Che il Laelius sia un'opera dai significati anche apertamente politici, è un dato spesso sottolineato dalla critica recente. Il dialogo nasce sicuramente dalla volontà di superare l'antica e tradizionale concezione romana dell'amicizia come serie di legami personali a scopo di favoritismo politico, in una logica che oggi definiremmo "clientelare". Cicerone, sulla scorta della riflessione sulla filosofia compiuta negli anni di ozio forzato dall'attività pubblica nella sua villa di Tuscolo, cerca invece di definire e stabilire i fondamenti etici del sentimento che lega gli uomini. Preliminare a questo è un allargamento della base sociale cui riferire il concetto di amicizia: non più solo gli aristocratici, la nobilitas, ma chiunque possa rientrare nella fondamentale categoria ciceroniana dei boni. Quella del bonus è, come dice G. B. Conte, "una categoria che attraversa verticalmente gli strati sociali esistenti, senza identificarsi con alcuno di essi in particolare". Boni sono dunque gli uomini virtuosi, ai quali Cicerone già dai tempi dell'orazione Pro Sestio, lancia un forte invito ad occuparsi della cosa pubblica, ad entrare nell'agone politico. "Concedetur profecto verum esse, ut bonos boni diligant", ha detto Cicerone poco sopra nel Laelius. E' a questi virtuosi dunque che indica la via dell'amicizia perfetta, quella che mescola virtus e probitas, fides e constantia. In primo piano c'è la fides: parola molto importante per Cicerone e per tutto il mondo romano. Fides è prima di tutto la fiducia che si ripone concretamente nell'altro: "habere fidem magnam alicui". Poi diventa fiducia in senso lato, quindi fedeltà al patto, onestà, dirittura morale, coscienza stessa dell'individuo. Virtù fondamentale e costitutiva dello Stato, secondo Cicerone: "Nec enim ulla res vehementius rem publicam continet quam fides", afferma nel De Officiis. Accanto alla fides c'è la constantia, che è fermezza nel perseguire la virtù. Seguono altri requisiti minori, fra i quali spicca la suavitas, piacevolezza, soavità nel parlare e nel comportamento, che Cicerone definisce un non secondario "condimento" al rapporto. L' amicizia propugnata da Lelio non é solo un'amicizia politica, ma un disperato bisogno di rapporti sinceri, quali Cicerone, preso nel vortice delle convenienze imposte dalla vita pubblica, potè forse trovare solo in Attico. E poi c'è un fascino che non ha nessun altro scritto di Cicerone: è difficile leggere il Laelius una sola volta; ci si ritorna spesso come per vedere un amico, e lo si legge attentamente per gustarlo meglio. Si tratta, in definitiva, dell'opera di un amico che scrive ad un amico carissimo dopo una vita di intimità. E l'autore si trova ad essere nello stesso tempo il più grande prosatore di Roma e uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi. Giammai tante circostanze favorevoli si sono trovate riunite per la composizione di un'opera sull'amicizia.

WTF?

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Why does everyone keep gobbing off about this WWE Champions thing, it's kinda getting annoying. As if a mobile game is the thing that defines a person. It's depressing so few things get discussed here because of this, some viewers would put this forum to good use.

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